Si fa presto a dire Prosecco. Bisol: "La nostra forza? Il legame con il territorio"

Postato in Scenari  -  07 Giugno 2018

Si fa presto a dire prosecco. E, soprattutto, a volte, chi lo dice non sa neanche di cosa si tratti con esattezza.

Molto spesso, infatti, si tende a confondere la corretta qualificazione del prosecco, tendendo ad identificarlo con lo spumante. In realtà, non tutti i tipi di prosecco possono definirsi spumante. Il prosecco è un vino bianco che si ottiene dal Glera, vitigno tipico del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, zone particolarmente vocate alla viticoltura, che qui ha origini antichissime. Da più di tre secoli in queste colline il Glera ha trovato il proprio habitat ideale grazie alla pendenza che assicura il drenaggio della pioggia. Bisogna, tuttavia, attendere il 1969, anno di introduzione della Doc, che ha circoscritto l'area di produzione a 15 comuni di cui due, Conegliano e Valdobbiadene, l’una la capitale culturale e l’altra cuore produttivo, le danno il nome. In base al processo produttivo a cui vengono sottoposte le uve, si possono ottenere tre tipologie di prosecco: spumante, frizzante e fermo o “tranquillo”.

A parlarcene Gianluca Bisol, presidente dell'omonima azienda, marchio storico del Prosecco Superiore di Valdobbiadene perfetto interprete dell' unicità, autenticità e tradizione di questo territorio di cui è ambasciatore.  "Il clima mite, temperato e ventilato dovuto alla posizione tra il mare e le Prealpi permette alle uve di asciugarsi rapidamente dopo le piogge - spiega Bisol - L'escursione termica, poi, che deriva dall'altitudine variabile dei nostri vigneti, da 100 a 500 metri, favorisce lo sviluppo di aromi che danno personalità alle nostre etichette contribuendo a rendere i nostri vini, perfetti interpreti dei differenti terroir di provenienza". Il progetto di Bisol, che di recente ha rinnovato la propria immagine con un tocco di verde che richiama il paesaggio coltivato a vite, nasce per sottolineare il grande legame con il territorio e la continuità con la storia del marchio. Non a caso nel logo viene evidenziata la data del 1542, anno in cui un documento storico testimonia la presenza della famiglia Bisol come viticoltori nella zona sottolineando l'antico legame con il territorio.

Ecco alcune delle etichette degustate

Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Brut “Crede” 2017, Bisol - Giallo paglierino dal perlage fine e persistente. Al naso intense note di fiori di campo e frutta a polpa bianca come pera e pesca. In bocca il sorso è fresco ed equilibrato con un finale elegante e persistente.

Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Brut 2017 Relio Rive di Guida - Giallo paglierino. Perlage, ricco e persistente. Naso vibrante di note fruttate e floreali che si fondono con armonia ed eleganza. In bocca il sorso è fragrante e vivace con finale equilibrato tra morbidezza, sapidità e acidità.

Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg ExtraDry “Molera” 2017, Bisol - Giallo paglierino. Il perlage è fine e persistente. Naso delicato di fiori freschi. Al palato è fine ed equilibrato con finale piacevolmente sapido.

Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg ExtraDry “Rive di Campea” 2017, Bisol - Giallo paglierino con perlage minuto e dalla buona persistenza. All'olfatto propone delicate note floreali e fruttate. Il sorso è fragrante e armonico con un finale acidulo che regala equilibrio e persistenza.

Valdobbiadene Prosecco Superiore di Cartizze Docg Dry 2017, Bisol - Giallo paglierino con perlage fitto e intenso. Al naso offre intense note fruttate di pera, mela e pesca. In bocca si ritrova il frutto reso elegante e armonico da una spiccata mineralità che allunga il finale.

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