La nuova Auris Hybrid Touring Sports: ancora più tecnologia a bordo

Postato in Prove su strada  -  11 Gennaio 2016

di Gianni Paternò

Toyota, la più grande casa automobilistica al mondo, da qualche tempo ha rinnovato l’immagine delle sue creazioni.

Da qualche mese questo rinnovamento di stile ha coinvolto anche il modello Auris, la media che deve essere capace di concorrere con avversarie tipo Golf, Astra, Megane e simili. 

Una lotta decisa in cui Auris ha tutte le carte in regola per affermarsi. Vedremo perchè. Giustamente la concessionaria R Motors di Palermo ha messo a disposizione per la prova un modello ibrido, che oggi è già il domani dell’automobilismo in quanto tali motorizzazioni riescono ad inquinare poco, godono di vantaggi in molte regioni e città, permettono di entrare gratuitamente nelle Ztl, consumano pochissimo e se si presenta la necessità danno anche entusiasmo nella guida sfoderando prestazioni che non ti aspetti.

Ci è stata consegnata una Nuova Auris Hybrid Touring Sports complicata denominazione di una stationwagon Auris. Dal 2007, anno di nascita di Auris, ne è passata di acqua sotto i ponti fino ad arrivare alla fine del 2012 quando è nato il modello ibrido. Oggi le differenze col precedente non sono essenziali, ma costituiscono il normale ammodernamento per renderla più bella ed attuale.

Esterno. Auris gode del nuovo family feeling che propone un’immagine più aggressiva e filante. Specialmente il frontale ha subito le maggiori trasformazioni con linee più tese, prese d’aria maggiorate e ora una bocca che sembra sorridere sarcasticamente, luci pungenti dotate di particolari led sia anteriormente che posteriormente. La fiancata è snellita da una profonda scalfitura che la percorre tutta; piccole le modifiche al posteriore. Ora è diventata una station di fascino e di personalità che finalmente può fare innamorare.

Interno. Cambiata totalmente la plancia con aumento di parti morbide, una palpebra più pronunciata e la plancia completamente ridisegnata dove spicca il grande schermo touch multifunzione da oltre 7 pollici. Ampio uso di comandi touch, molto di moda, che però noi non amiamo tanto. Insomma un notevole aumento nella qualità dei materiali usati, nel design e nella funzionalità, per cui oggi Auris è addirittura un passo avanti di molte sue concorrenti.

Dotazioni. Le versioni sono 3 anche se commercialmente le più favorevoli per il cliente sono le 2 più accessoriate: Active, che in pratica ha tutto ciò che serve e la più dotata Lounge che non per niente in inglese significa salotto. Entrambe sono dotate dell’utilissima telecamera posteriore, retrovisori esterni elettrici e riscaldabili, barre longitudinali sul tetto, sistema multimediale, cruise control, display centrale da 4,2” tra la strumentazione del cruscotto. La Lounge ha di serie i cerchi da 17” con pneumatici ribassati serie 45 più adatti alla guida sportiva, meno al confort.

Come va. La meccanica è praticamente identica alla precedente versione che abbiamo provato QUI dove vi invitiamo a leggere i dettagli nonchè QUI quando abbiamo avuto l’opportunità di usarla per 1.300 chilometri in Norvegia e dove tra l’altro potete ottenere tanti utili consigli per un interessante viaggio nella terra dei fiordi. Vi riassumiamo che oltre al consumo ridottissimo, non è impossibile raggiungere percorrenze di 25 chilometri con un litro di benzina, alla comodità dell’abitacolo, all’enorme bagagliaio, ad un cambio automatico a variatore continuo efficiente, pronto e prestante, una tenuta di strada impeccabile si possono ottenere buone prestazioni con accelerazione da 0 a 100 in 10,9 sec di gran lunga inferiore alla motorizzazione diesel. Quindi auto risparmiosa da padre di famiglia ma anche capace di dare belle soddisfazioni alla guida. 

Prezzi. La Cool è di listino 22.050 euro, ma non è consigliabile in quanto la ben più fornita Active costerebbe 26.100 e la più completa Lounge 28.300. Usiamo il condizionale in quanto un’imperdibile promozione alleggerisce questi ultimi due prezzi di ben 4.250 euro. Scusate se sono pochi, come dissero Totò e Peppino specie se pensiamo che le Golf Variant diesel e non ibride sono addirittura più care. Aggiungiamo una garanzia di 3 anni e di 5 per le parti ibride. Forse è arrivato il momento di passare senza indugi ad un’Hybrid.

 

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