Scorza, ricotta e fantasia: nasce a Palermo Cannoli&Co “Dal 1024”

Postato in Dove mangio  -  18 Gennaio 2018

La tradizione dell’arte pasticcera siciliana si reinventa e riparte da una bottega dal sapore antico a Palermo.

Apre “Dal 1024 Cannoli&Co”, in via Maqueda 268. L’idea volutamente provocatoria nel nome, con l’indicazione della data “1024”, nasce dalla voglia di innovare una tradizione millenaria, esaltandola con nuove varianti, classiche e moderne, ma sempre fedeli alle origini siciliane. Del resto, ogni tradizione non è stata essa stessa un’invenzione prima di diventare tale? L’ipotesi sull’origine del sublime cilindro di ricotta, accattivante per le interpretazioni tra sacro e profano, è descritta dal duca Alberto Denti di Pirajno, cultore di gastronomia. In “Siciliani a tavola”, il duca sostiene che il cannolo sarebbe stato inventato dalle abili mani delle suore di clausura di un convento nei pressi di Caltanissetta. Certamente un’invenzione, ma destinata a grande fortuna: divenire il simbolo dell’arte della pasticceria siciliana. 

“Dal 1024” con Cannoli & Co. – racconta Danilo Li Muli, direttore creativo - non è più semplicemente una data, ma una vera e propria dichiarazione di intenti: quella di inserirsi nel solco di una tradizione millenaria, riproponendola nella sua versione classica, affiancata ad innovative e originali varianti di gusto”. Il neonato punto vendita di via Maqueda, nel cuore di Palermo, è una bottega del gusto antico, ristrutturata in chiave moderna, ripristinando il fascino novecentesco delle antiche lattiere della città, con pavimenti in cementine, pareti in pietra, venute fuori dalle opere di restauro e rivestite in parte da lavorazioni artigianali in legno. Briose le luci, che rimandano ai colori scintillanti della frutta candita siciliana. Cannoli&Co sarà insomma una sorta di quartier generale della fantasia e del gusto con tanti omaggi all’arte, alle icone e all’artigianalità siciliane, dove trionfa la tradizione della pasticceria dell’isola: dal cannolo a sua maestà la cassata, fino a una ricca selezione di mini dessert tipici.

Protagonista assoluto resta comunque il cannolo, riempito a vista, presentato nella sua versione semplice, con scorza o scomposto nel bicchierino, con crema di ricotta e gocce di cioccolato ma disponibile in tante varianti per lasciare tutti liberi di scegliere la propria combinazione golosa. Le possibilità sono numerosissime. Si parte dalla scorza: accanto a quella classica, fanno bella mostra quella velata di cioccolato e quella di Piana degli Albanesi; si continua con i tanti gusti di crema di ricotta, disponibile anche alla nocciola, al pistacchio, alla mandorla, al cioccolato, all’arancia e al limone; infine, la guarnizione, con scorze d’arancia, granella di pistacchi o di nocciole, oppure con gocce di cioccolato. Il tutto nel nome del chilometro buono, con ingredienti che raccontano il territorio e i suoi sapori.

Accanto al re della pasticceria siciliana, ovviamente non manca la cassata siciliana. Ricca e sontuosa, come si faceva una volta. L’arte della decorazione è infatti affidata alle mani di uno staff giovanissimo, composto da giovani che hanno meno di trenta anni, ben formati e preparati per stupire con le loro creazioni, palermitani e turisti. Ciascuno di loro parla infatti più lingue. E restando in tema di arte decorativa, il gioco prende forma anche grazie ad una ispirazione che ricorre alle donne della storia dell’isola siciliana. Nascono così le cassate Sveva, Franca, Costanza, Isabella, di diverso formato e decorazione. Il tutto ad un ottimo rapporto qualità prezzo, considerato che la cassata più grande, di oltre 2 chili costa non più di 28 euro.

Non mancherà un’ampia scelta di mini dessert da gustare come finger food al bicchiere, oltre ai tipici dolcetti di mandorla, agli sciù e alla sfince, fino ai mini cannoli e alle cassatine. Insomma, a ciascuno il proprio cannolo o la propria cassata, così come va. Perché se la tradizione è realtà, la fantasia rivitalizza e non conosce limiti.
F.L.

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